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Acoustic Couch Vol.1: Noises from the Morning
(clicca qui per ascoltarla)
Una selezione di brani che comprende canzoni da ascoltare nel primo pomeriggio, mentre l’aroma del caffè ancora si sparge nell’aria. Canzoni quasi interamente acustiche, da ascoltare a basso volume, mentre fuori il giorno muore.
1. Bob Dylan – Posititively 4th Street (from the album “Bob Dylan’s Greatest Hits, 1967)
2. The Lemonheads – My Drug Buddy (from the album “It’s a Shame about Ray, 1992)
3. Cocoon – On the Way (from the album “My Friends All Died in a Plane Crash, 2008)
4. Devics – In Your Room (from the album “The Stars at Saint Andrea, 2003)
5. Elliot Smith – Let’s get Lost (from the album “From a Basement on the Hill, 2004)
6. Belle & Sebastian – Like Dylan on the Movies (from the album “If You’re Feeling Sinister, 1996)
7. Charlotte Gainsbourg – The Song that We Sing (from the album “5:55″)
8. Pearl Jam – Man of the Hour (from the album “Big Fish Ost”, 2003)
9. Bedouin Soundclash – 12:59 Lullaby (from the album “Street Gospels”, 2007)
10. Radiohead – Gagging Order (from the album “Go to Sleep cd single”, 2003)
11. Mojave 3 – Between the Bars (from the album “Spoon and Rafter”, 2003)
Per ascoltarla, clicca qui.
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(In ascolto: 5:55 – Charlotte Gainsbourg)
Recensione pubblicata su Lankelot, maggio 2009.
Iniziamo la scoperta della moderna scena musicale francese in maniera simbolica, con il disco di una figlia d’arte, Charlotte Gainsbourg. Quello della Gainsbourg è uno di quei rari casi in cui un artista riesce a divincolarsi egregiamente dal peso del proprio nome, con una carriera di assoluto valore. Caratterizzata da una bellezza non classica come quelle che invadono gli schermi hollywoodiani, la Gainsbourg ha un fascino tutto particolare che l’ha imposta all’attenzione del grande pubblico in film come 21 Grammi di Inarritu, I’m not there di Todd Haynes e soprattutto L’arte del sogno di Michel Gondry. Nel 2006, a più di dieci anni dalla sua ultima prova da chanteuse – la colonna sonora del film diretto dal padre Charlotte forever – ha pubblicato un disco, 5:55, che vede la collaborazione di nomi illustri del panorama musicale internazionale: Air, Neil Hannon dei Divine Comedy e Jarvis Cocker dei Pulp. Il tutto sotto la sapiente guida di Nigel Godrich, storico produttore dei Radiohead. La direzione del disco è quindi chiara sin dall’inizio: del sano pop nella sua forma più nobile, arrangiato egregiamente con strumenti elettronici ed acustici ed interpretato in maniera delicata – a volte fin troppo leziosa, ma il fascino è anche in questo – dalla Gainsbourg con una voce sempre sul filo del sospiro. L’apertura del disco è affidata alla title track, una canzone che sembra uscita direttamente da Talkie Walkie caratterizzata com’è da un leggero beat e da un pianoforte che rievoca i fasti di Cherry Blossom Girl. The Operation è la canzone con l’incedere meno lezioso, con una batteria di chiara matrice new wave, mentre The Song that We Sing, è l’episodio più squisitamente pop, con una maestosa orchestrazione e un suonare di campanellini che accompagnano la chitarra acustica per tutta la durata della canzone. A dispetto dei luoghi comuni che vedono i francesi dei bigotti nazionalisti snob che hanno in odio l’inglese, ad essere cantata in francese è soltanto una canzone, Tel Que Tu Es, che non a caso è l’episodio che più da vicino ricorda quei territori solcati dalla madre Jane Birkin nella sua carriera discografica. Resta comunque un comune denominatore per queste undici canzoni: una sobria eleganza lontana dalle derive kitches di tanto pop patinato “made in england”. Un’elegenza che è sempre ad un passo dal divenire fredda esecuzione, ma capace di riscattarsi, grazie ai suontosi arrangiamenti di Godrich e alla penna della coppia Godin/Dunckel (Air) da questo pericolo. E basterebebro i tre minuti della conclusiva Morning Song a fare da testimonianza a quanto detto. Una canzone quella conclusiva, con un titolo che rispecchia pienamente il mood dell’album: lezioso e caldo come un pomeriggio autunnale parigino. (continua…)




