In ascolto: Sounds of the Universe

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(In ascolto: Sounds of the Universe – Depeche Mode)

Ho dato qualche ascolto al nuovo album dei Depeche Mode, Sounds of the Universe, in uscita il 17 aprile. Per quel che possono valere le impressioni iniziali, per il momento, un po’ di delusione c’è. Playing the Angel, dopo il soporifero Exciter, era un ottimo lavoro. Tra le band mainstream over-40, con quell’album avevano dimostrato di essere quelli con le carte più in regola per affrontare una dignitosa senilità. Sounds of the Universe ha le cose migliori all’inizio (le prime 4 tracce) e alla fine (gli ultimi 4 pezzi). Nel mezzo, un susseguirsi di alti (pochi) e bassi, con canzoni piuttosto soporifere (Little Soul) o non del tutto riuscite (le melodie di Peace e Come Back sembrano girare a vuoto su sè stesse) o nel peggiore dei casi, inutili (lo strumentale Spacewalker è puro manierismo). Una delle canzoni di questo blocco centrale, però, è una delle migliori del disco (In sympathy). Il risultato è un disco troppo lungo, che in più momenti rischia di provocare più di uno sbadiglio. Per fortuna il resto è di buon livello, con la bella apertura affidata a In chains e Hole to Feed, un bel pezzo con un’ottima interpretazione di Gahan e un tappeto sonoro con delle percussioni molto interessanti (l’inizio mi ricorda 15 step dei Radiohead).

Le mie preferite, al momento, sono Fragile Tension, l’episodio più genuinamente pop del disco, in cui ogni suono si trova al suo posto giusto, e Jezebel, l’unica canzone con Martin Gore alla voce e tipico esempio di ballad declinata secondo il verbo “Depechiano”. Mentre Miles Away/The truth is promette di essere il momento più incendiario dei prossimi live, con una potente ritmica, che i prossimi 16 e 18 giugno, a Roma e Milano, non mancherà di muovere un bel po’ di culi!

Nel frattempo, vedremo se nelle prossime settimane il giudizio migliorerà.

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11 Risposte to “In ascolto: Sounds of the Universe”

  1. hollerJack Says:

    Non l’ho ancora ascoltato… anche se le prime impressioni sul singolo “Wrong” non sono delle migliori. Un synth ripetitivo a cui i Depeche ci hanno (forse troppo) abituati, una base un po’ soporifera. Credo che tutte le canzoni di Playing the Angel fossero di maggior livello.In ogni caso … Visualizza altroè un periodo di grandi revival… e … Visualizza altrooltre a Sounds of the Universe mio fratello ha portato fresco fresco da Milano No Line On The Horizon degli U2. Nessun dubbio sul fatto che siamo investiti da un consistente valore affettivo dietro i lavori di queste band, e io già prima dell’ascolto comincio a soffrire un leggero stato ansioso! E’ quasi come tornare al liceo, anzi, a pensarci bene all’ultimo anno delle elementari [1997, ottima annata!] (negli aspetti pienamente positivi del periodo in questione)

    • Giovanni Says:

      Pensa che Wrong è uno dei brani miglori del disco! Quindi non credo ti piacerà molto. Comunque non è un disco banale. Ha bisogno di qualche ascolto per essere inquadrato bene.

  2. buzz Says:

    e bravo cumpa’ ,bel blog,w gli u2 e vienimi a trovare sul mio…..se ne hai voglia.Depeche ?Sono praticamente in sintonia…Fragile Tension la migliore……il resto tutto normale,non mi strappo i capelli……meglio l’album dei Decemberists nuovo o Kaki King,nuovo ep……ma anche il live di Noel Gallagher con Paul Weller …..e altri ancora.Ciao dalla Romagna,ci si legge su zooitalia.com da Michele ,buzz

  3. Zoo Says:

    Ciao Giovanni!
    Come già sai ho trovato questo ultimo cd assolutamente noioso e privo di spunti; mi sembra assolutamente monocorde e piatto, almeno a livello sonoro! Ho fatto una fatica a finire di ascoltarlo…
    (Bel blog! Ma lo sai che praticamente tutto quello che fai a me piace!)
    Edoardo.

  4. rickyds Says:

    Devo dire che “Wrong” mi ha lasciato abbastanza indifferente: non mi ha entusiasmato sebbene abbia una certa personalità che i Depeche Mode riescono facilmente ad imprimere.
    A breve ascolterò il resto dell’album sperando che le mie scarse aspettative vengano smentite.
    Complimenti per il blog!

  5. Alessio Says:

    Sto disco non riesco proprio a rimetterlo su, non ce la faccio, mi ha fatto pure quasi passare la voglia di sentire altre cose dei Depeche. E’ tutto assolutamente anonimo, (compresa copertina e titolo). Zero emozioni, zero tracce memorabili, nulla per cui valga la pena provare a risentirlo se non il nome che porta. Peccato perchè Dave da davvero il massimo, l’ho trovato piacevolmente molto più Rock del solito. Salvo solo Wrong comunque, il resto (forse) lo riascolterò più avanti…se proprio non avrò nulla da fare. Se fosse stato un altro gruppo questo disco l’avrei cestinato dopo il primo ascolto. La cosa che non sopporto è che la stampa continua a osannarlo, e lo osannerà, solamente perchè è un disco che hanno fatto i Depeche Mode, perchè è una band che solitamente non si è mai data troppo al main-stream e i cui meriti negli anni passati venivano difficilmente riconosciuti e allora fa figo pensare che ogni cosa che fanno ora sia oro. Ma io mi domando, l’avranno ascoltato una volta? Per la cronaca, a me non è piaciuto tanto nemmeno Playing the Angel, (anche se non siamo a questi livelli) e credo che l’ultimo disco davvero degno dei 3 di Basildon sia Exciter, nonostante, e continuo a non capire il perchè, molti lo sdegnino. E’ troppo quindi parlare di “crisi dM”? Forse, ma sicuramente “Sounds of the Universe” rimarrà nella storia solamente per essere stata la più grande delusione musicale del 2009.

  6. dopamino Says:

    L’ultimo lavoro di gore&co segue secondo me un percorso ben preciso, cioè quello del ritorno alle origini, suoni “sporchi” parecchia ferraglia e ritornelli non proprio da fischiettare. Sicuramente necessita di più ascolti e magari in cuffia, ma alla fine mi piacerà lo sò, poi il packging della special edition è praticamente da delirio, come sempre corbijn non ne sbaglia uno.
    Augh!
    p.s. bel blog

  7. stellarose Says:

    l’album e fantastico ancora dopo tanti anni i depeche riescono a stupire….e un’album che bisogna apprezzare e sopratutto capire mi riferisco ai fans…le mie preferite sono in chains,fragile tension,in simpathy……..nulla da togliere al resto delle tracce!!!

    • Giovanni Says:

      Benvenuta!

      Ti dirò: sinceramente, le impressioni iniziali sono state confermate anche dagli ascolti successivi. L’unica canzone che è riuscita a farmi cambiare l’opinione iniziale è Come Back, che adesso trovo davvero bella.

      In generale, però, resta l’impressione di un lavoro appena sufficiente. Ritengo Playing the Angel di tutt’altro spessore.

      Detto questo, attendo con ansia il live a Roma.

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