Recensioni: 5:55 – Charlotte Gainsbourg

5.55 charlotte gainsbourg (In ascolto: 5:55 – Charlotte Gainsbourg)

Recensione pubblicata su Lankelot, maggio 2009.

Iniziamo la scoperta della moderna scena musicale francese in maniera simbolica, con il disco di una figlia d’arte, Charlotte Gainsbourg. Quello della Gainsbourg è uno di quei rari casi in cui un artista riesce a divincolarsi egregiamente dal peso del proprio nome, con una carriera di assoluto valore. Caratterizzata da una bellezza non classica come quelle che invadono gli schermi hollywoodiani, la Gainsbourg ha un fascino tutto particolare che l’ha imposta all’attenzione del grande pubblico in film come 21 Grammi di Inarritu, I’m not there di Todd Haynes e soprattutto L’arte del sogno di Michel Gondry. Nel 2006, a più di dieci anni dalla sua ultima prova da chanteuse – la colonna sonora del film diretto dal padre Charlotte forever – ha pubblicato un disco, 5:55, che vede la collaborazione di nomi illustri del panorama musicale internazionale: Air, Neil Hannon dei Divine Comedy e Jarvis Cocker dei Pulp. Il tutto sotto la sapiente guida di Nigel Godrich, storico produttore dei Radiohead. La direzione del disco è quindi chiara sin dall’inizio: del sano pop nella sua forma più nobile, arrangiato egregiamente con strumenti elettronici ed acustici ed interpretato in maniera delicata – a volte fin troppo leziosa, ma il fascino è anche in questo – dalla Gainsbourg con una voce sempre sul filo del sospiro. L’apertura del disco è affidata alla title track, una canzone che sembra uscita direttamente da Talkie Walkie caratterizzata com’è da un leggero beat e da un pianoforte che rievoca i fasti di Cherry Blossom GirlThe Operation è la canzone con l’incedere meno lezioso, con una batteria di chiara  matrice new wave, mentre The Song that We Sing, è l’episodio più squisitamente pop, con una maestosa orchestrazione e un suonare di campanellini che accompagnano la chitarra acustica per tutta la durata della canzone. A dispetto dei luoghi comuni che vedono i francesi dei bigotti nazionalisti snob che hanno in odio l’inglese, ad essere cantata in francese è soltanto una canzone, Tel Que Tu Es, che non a caso è l’episodio che più da vicino ricorda quei territori solcati dalla madre Jane Birkin nella sua carriera discografica. Resta comunque un comune denominatore per queste undici canzoni: una sobria eleganza lontana dalle derive kitches di tanto pop patinato “made in england”. Un’elegenza che è sempre ad un passo dal divenire fredda esecuzione, ma capace di riscattarsi, grazie ai suontosi arrangiamenti di Godrich e alla penna della coppia Godin/Dunckel (Air) da questo pericolo. E basterebebro i tre minuti della conclusiva Morning Song a fare da testimonianza a quanto detto. Una canzone quella conclusiva, con un titolo che rispecchia pienamente il mood dell’album: lezioso e caldo come un pomeriggio autunnale parigino.

Un disco, in definitiva, 5:55 per quelli che nella musica non cercano sempre e soltanto il capolavoro, ma sono più inclini verso quella malinconica piacevolezza che caratterizza artisti come Belle & Sebastian o gli stessi coautori del disco della Gainsbourg, gli Air. Un disco pop, semplicemente.

Giovanni di Benedetto.

Video:

The Song that We Sing

The Operation

5:55

Beauty Mark

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4 Risposte to “Recensioni: 5:55 – Charlotte Gainsbourg”

  1. Alessio Says:

    Ho ascoltato questo disco 3 volte di fila stasera. Sono stato rapito. La voce sussurrata che si fonde con quei delicati intrecci di piano, il tutto mischiato ad un leggero appeal notturno e particolarmente francese, rende il lavoro assolutamente apprezzabile dal primo momento. E detto da uno che difficilmente riesce ad godere appieno i dischi al primo ascolto vuol dire tanto. Certo, non si tratta di un capolavoro, ma è da pazzi cercare questo in ogni cosa che si ascolta. Ascoltatelo, tra l’altro conserva una certa spensieratezza che ben si adatta a questa stagione e senz’altro una qualità che oggi in dischi pop è sempre più difficile trovare. Naturalmente un grazie a Plass per questo consiglio azzeccato.

    • Giovanni Says:

      Mi fa piacere il tuo apprezzamento. Se ti è piaciuto questo disco, quasi certamente apprezzerai anche i lavori degli Air.

      • Alessio Says:

        Probabilmente mi procurerò quello che hai citato sul forum, Moon Safari! Comunque davvero interessante questa Charlotte Gainsbourg, l’hai scoperta a Parigi?

  2. Giovanni Says:

    essendo prodotto da Nigel Godrich, sapevo già del disco. Ma è quando sono stato a Parigi che vi ho dato un ascolto, così al ritorno, me lo sono procurato.

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