Montag #1: Everything in its Right Place – Radiohead

Montag bannerCanzone: Everything in its Right Place

Artista: Radiohead

Album: Kid A

Anno: 2000

Continuare a fare musica dopo aver creato un disco come Ok Computer non era cosa facile. Perchè quell’album era un punto d’arrivo per la musica pop, il tentativo finale di decostruire la forma canzone tradizionale, non ponendosi come punto di rottura rispetto al passato, ma come l’ultimo stadio della sua evoluzione. E perchè quell’album si faceva carico in un modo o nell’altro dei sentimenti di un’intera generazione, una generazione che stava interiorizzando la rabbia del grunge trasformandola in qualcos’altro. Da lì, i tre movimenti di cui è costitutuita Paranoid Android/Why don’t you remember my name?/. Continuare a fare musica dopo un disco come Ok Computer poteva in realtà essere molto facile. Sarebbe bastato ripetere la stessa formula e continuare all’infinito. Invece no. Ci sono voluti tre anni per creare qualcosa di nuovo. E dovete immaginarvi la scena di chi nel 2000 stava per inserire nel proprio stereo quel cd, Kid A. Prima traccia, Everything in its Right Place. BOOM. Nessuna chitarra, voce campionata, loops a ripetizione, e un giro di piano che sussegue le sue note come un mantra.  Con ogni cosa al suo posto giusto. Punto. E a capo. La musica di inizio millennio poteva anche avere inizio.



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Una Risposta to “Montag #1: Everything in its Right Place – Radiohead”

  1. Ed Says:

    Scelta quasi obbligata direi. Uscita proprio nel 2000, poteva diventare la canzone simbolo di questo decennio, potreva indicare un nuovo modo di comporre musica di un certo tipo. Invece cosi non è stato e i Radiohead si sono ritorvati soli a proseguire questo tipo di strada, vuoi forse perchè sono gli unici con certe capacità in tutto il panorama musicale odierno. Sul pezzo, che dire? Un rituale mantra che in concerto si trasforma in una lunga onda onora che ti avvolge e, quasi, ti annebbia il cervello. Everything In It’s Right Place? Quasi, perchè quando inizia, io non capisco più niente. Dal punto di vista musicale è sorretta da una base tanto semplice (anche se molto intreecciata) quanto geniale. Dopo che è finita ti chiedi: beh e adesso che cosa potranno mai fare? Poi parte Kid A…

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