Montag #2: Howl – B.R.M.C.

Montag bannerCanzone: Howl

Artista: Black Rebel Motorcycle Club

Album: Howl

Anno: 2005

Quando nei primi mesi del duemila le radio americane e inglesi iniziarono a mandare in onda il loro singolo di debutto, Whatever happened to my rock’n’roll, i Black Rebel Motorcycle Club erano ancora inconsapevoli di aver appena gettato le basi di quel movimento di revival del rock’n’roll, prima di matrice ’70s e successivamente di estrazione New-Wave, che da li a pochi mesi sarebbe esploso definitivamente con Is this it degli Strokes. Le basi, insomma, di quello che a tutti gli effetti è stato il filone più seguito da tutte la band nate in questo decennio. Un infelice secondo album e il repentino cambiamento del vento mediatico in direzione della terra d’Albione (i Franz Ferdinand avevano appena pubblicato il loro debutto omonimo che fino alla fine del decennio è rimasto il punto di riferimento per tutte la band di indie-rockers) li fece cadere presto nel dimenticatoio.

Nel 2005, dopo essere stati abbandonati dalla Virgin, lontani dall’hype mediatico e senza vincoli contrattuali, i B.R.M.C. danno alla luce un album, Howl, che è la perfetta antitesi di quanto fino a quel momento avevano prodotto. Messi da parte feedback e distorsioni, l’album, come svela anche il titolo che è una chiara citazione del poema di Allen Ginsberg, è un viaggio alla ricerca delle radici musicali della propria terra. Le chitarre acustiche prendono il sopravvento su quelle elettriche, e le veloci cavalcate rock’n’roll dei primi due album diventano dei puri blues à la Robert Johnson.

Su tutte le canzoni dell’album, svetta la title-track, una sorta di gospel lisergico, dominato dall’andamento psichedelico dell’organo, sul quale si adagia, sommessa, la voce di Robert Levon Been, che da vita ad una melodia ricca di fascino che il resto della band accompagna egregiamente.

Howl, è la dimostrazione di come in questo decennio si è puntato eccessivamente alle opere prime delle giovani band, che spesso, dopo aver fallito la prova del secondo album, sono state troppo velocemente buttate via e destinate al dimenticatoio. Howl rappresenta la volontà di una band di voler proseguire un proprio percorso artistico ben definito, anche lontano dalle luci dei riflettori. Mentre il resto del mondo musicale si agitava sui dancefloor, c’era una band che se ne infischiava e dava alla vita musica “classica” –  verrebbe ormai da dire oggi – in maniera del tutto anacronistica e, soprattutto, sincera.

Per ascoltare Howl in streaming (legale), clicca qui.

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