Appunti #2

(In ascolto: Comme moi – Edith Piaf)

A proposito di Parigi

Leggevo il diario di viaggio di un mio amico, Alessio, che sta trascorrendo qualche giorno in quel di Parigi. E mi sono ritrovato in queste sue parole, che ben rispecchiano quelle che furono anche le mie prime impressioni sulla città:

Sono qui solo da due giorni, e domani torno a casa, troppo poco il tempo trascorso qui per dare giudizi. Al primo impatto, però, questa città mi appare eccezionale.
Tutto grande, tutto gigantesco, eppure il solito aspetto confusionario delle grandi metropoli qui non si percepisce. Capisco chi ama questa città, e capisco chi decide di rimanerci dopo esserci stato una volta soltanto.

Nulla di più vero, pensavo. E’ un’infatuazione che non ha mai fine, Parigi.
Le volte che ci sono stato ho avuto sotto gli occhi il posto dove poter realizzare quel tipo di felicità che sembra esistere solo nei libri e in qualche rapido scorcio di vita.

In questi giorni, tra l’altro, sto leggendo “Le illusioni perdute” di Balzac, e quando ho incontrato questo paragrafo, non ho potuto fare a meno che sottolinearlo per bene. Per cui lo riporto per intero:

Questa è la città degli scrittori, dei pensatori, dei poeti. Qui solamente si coltiva la gloria, e io conosco le belle messi che essa oggi produce. Solo qui gli scrittori possono trovare, nei musei e nelle gallerie, le opere viventi dei geni del tempo passato, quelle opere che riscaldano l’immaginazione e la stimolano. Solo qui immense biblioteche sempre aperte offrono all’intelletto l’alimento di cui hanno bisogno. Infine, a Parigi c’è nell’aria e nelle più piccole cose un’essenza che si respira e che si imprime nelle creazioni letterarie. Si apprendono più cose conversando mezz’ora al caffè o al teatro di quante non se ne apprendano in dieci anni di provincia. Qui, veramente, tutto è spettacolo, confronto e istruzione. […] Ecco Parigi; la città dove ogni ape trova la sua cella, dove ogni anima assimila ciò che le è proprio.

E nelle orecchie, questa canzone:

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2 Risposte to “Appunti #2”

  1. Alessio Says:

    Parigi è rimasta legata ad un ricordo spiacevole, quello di un distacco, che non è facile da tramutare in pensiero piacevole. E’ stato così per due mesi. Mi è bastato venire fuori da una metropolitana, però, per sentire ciò che hanno sentito le persone che la amano così tanto. Mi piacerebbe viverla, prima o poi.
    E’ così banale, ma il pensiero che il venerdì sera tu possa essere lì e passare anche solo dieci minuti di fronte alla vergine delle rocce, è incredibile. Come diceva Calvino, Parigi è un’enorme enciclopedia.
    Poi quando ci torno ne riparliamo.
    Tanto ci devo tornare per forza.

    Un abbraccio gio.

  2. Alessio Says:

    ps:
    Addirittura una citazione!
    Grazie!

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