Inedito #1: La fine di una storia

La fine di una storia

Erano le sette, circa. Il treno stava per entrare nella stazione. Dal finestrino osservava la sagoma del Vesuvio farsi sempre meno lontana. La sera non nascondeva un cielo che si faceva sempre più nero e che di lì a poco avrebbe di certo dato inizio ad un temporale. Aveva con sé soltanto una valigia e cercava di ricordare se vi avesse messo anche un ombrello prima di partire. Probabilmente no. Ma la cosa non lo impensieriva più di tanto per il momento.

Erano passate quasi dieci ore dalla partenza e aveva negli occhi ancora quell’immagine. Di lui senza di lei. E il fischio del treno. La voce metallica trasmessa dagli altoparlanti che ne annunciava la partenza. E di nuovo uno sguardo. Di lui che scorge la banchina rimanere vuota. Senza di lei.

Il treno si fermò d’improvviso e lo stridere dei freni lo ridestò per un momento da quell’immagine che andava ricordando. Notò che la ragazza seduta di fronte lo stava osservando, così si strinse meglio nel suo impermeabile e calò leggermente il cappello in modo da coprirne gli occhi. Oltre la ragazza nel suo scompartimento c’era anche un uomo con un bambino accanto. Probabilmente un padre col figlio. L’età dell’uomo non era facilmente rintracciabile dal suo volto. Avrebbe avuto bisogno di sentirne la voce per capirlo, ma per tutto il viaggio, i due, padre e figlio, furono in silenzio. Il bambino aveva dormito per quasi tutta la durata del viaggio e nei momenti in cui era stato sveglio aveva sfogliato un numero di Dylan Dog. L’uomo invece leggeva un libro di Carver, Cattedrale, e lo terminò quando il treno era arrivato a Roma. Da lì in poi anche lui si addormentò.

Quando il treno riprese a camminare le prime gocce di pioggia sporcarono il finestrino e ricoprirono in pochi istanti il paesaggio intorno. Le luci della città sembravano sciogliersi con essa. Era uno di quei momenti ideali per un incipit di un racconto, pensò. Ma non sarebbe stata una cattiva idea neanche finirlo, un racconto, così. Un treno alle porte di una stazione. Un uomo che ricorda e che pensa. Pensa a lui. E a lui senza di lei. E mentre ricorda e pensa, la pioggia.

«Papà, sta piovendo».

«Tra poco smetterà».

Fine

Giovanni di Benedetto.

Advertisements

Tag: , , ,

Una Risposta to “Inedito #1: La fine di una storia”

  1. Ed Says:

    C’est intriguante. 😉

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: