Segnalazioni: L’ultimo metro – Giovanni di Benedetto

ISBN 978-88-7426-075-1
pp. 64, cm. 10×10
Prezzo di copertina: € 3,00

E’ da qualche giorno uscito per conto delle Edizioni Arpanet un mio volume, L’ultimo metro, vincitore dell’iniziativa editoriale Concepts Books. Il racconto è ispirato ad un romanzo di Jack London, Il vagabondo delle stelle (Adelphi). Questa la nota di copertina:

Darrel Standing, il protagonista de Il vagabondo delle stelle, è un condannato a morte. Nella sua tre per due nel carcere di San Quentin viene regolarmente sottoposto alla tortura della camicia di forza. Ma Darrel Standing è un uomo dalla disperata vitalità, e in quella condizione tragica, con feroce autodisciplina, riesce a trasfrormarsi in un moderno sciamano che attraversa le barriere del tempo come muri di carta. E’ così che torna a vivere le sue vite precedenti. Il suo è un viaggio verso l’eterno ritorno, alla sua condizione prenatale. Dovete immaginarvelo, Darrel Standing, legato nella sua camicia di forza. Immobile, i muscoli paralizzati.

La sua storia ha rappresentato il vero e proprio nucleo attorno al quale è nato il mio racconto. Il protagonista de L’ultimo metro viene aggredito da alcuni ragazzi e durante lo scontro, perdendo l’equilibrio, ricade sulla propria schiena spezzandosi la spina dorsale. Come Darrel Standing è costretto all’immobilità. E, come il protagonista del libro di Jack London, l’unica cosa che può fare è un unico movimento: aprire e chiudere gli occhi. E ricordare. Solo questo.

***

Incipit

File disordinate di macchine che girano a destra o sinistra; alcune proseguono dritte, aspettando anche loro la strada divenire curva, e poi di nuovo dritte, fino alla fine, quando la strada diviene silenzio. Lungo i viali, gli alberi guardano distanti lo spettacolo rappresentarsi senza alcun attore, immersi in un silenzio come quello che precede i riti sacri, come attendendo un rantolo di Dio. Dio non risponde, e lo spettacolo prosegue, ogni giorno senza alcun bis. In lontananza la Tour Eiffel, guarda la sua sposa rivestirsi di un manto di luci, lasciando scoperto il tratto che dal collo arriva fino al basso ventre, il tratto ornato dalla Senna. Il vento soffia da est, e quel che rimane del manto primaverile dei fiori si disperde nell’aria, divenendo profumo o cenere, o profumo e cenere insieme.

All’angolo di Rue de Malte, una bambina stringe nella mano quella di sua madre che stringe nell’altra una sigaretta, ma ancora per poco, dieci passi, e la sigaretta diviene cenere che brucia sul marciapiede di Place de la Republique. Il semaforo è verde, una Renault del ’79 per poco non investe un cane, che abbaiando raggiunge il lato opposto della strada, spaventando una bambina che stringe nella mano quella di sua madre. La madre accarezza la figlia, che si strofina l’occhio destro fermando la lacrima che stava per scendere; quindi proseguono. Il cane ha smesso di abbaiare, il semaforo è di nuovo verde e la Renault del ’79 imbocca la curva che immette su Boulevard Voltaire.

D’improvviso, pioggia. I camerieri dei cafè si agitano, sgombrano i dehors e ricevono le mance di chi decide di correre via. L’entrata della metro di Republique si orna di venditori di ombrelli da due soldi come mercanti nel Tempio che spacciano fede. I turisti con le loro enormi valige attendono che la pioggia cessi, ma la pioggia non cessa e corrono via, con i loro ombrelli da due soldi che il vento, al prossimo isolato avrà già reso spazzatura. Dall’uscita di Rue Fabourg du Temple, tre ragazzi sporchi di sangue escono ansimanti dal sottopassaggio e iniziano a correre, ognuno in una direzione diversa, fino a confondersi con la folla, mentre il sangue si confonde con la pioggia. Mezzanotte è passata. L’ultimo metro anche.

***

Il volume potrà essere ordinato direttamente dal sito internet della casa editrice, senza alcun costo aggiuntivo per le spese di spedizione, e a breve sarà presente in alcune librerie del centro storico di Napoli e delle maggiori città italiane. Se il volume non fosse disponibile nella vostra libreria di fiducia, potrete ordinarlo fornendo semplicemente al vostro libraio il codice ISBN del volume.

A breve organizzeremo delle serate evento e dei reading preparati per l’occasione. Per qualsiasi informazione, potete contattarmi al mio indirizzo e-mail, o sulla mia pagina di Facebook, o direttamente qui sul blog.

Giovanni di Bendetto.

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9 Risposte to “Segnalazioni: L’ultimo metro – Giovanni di Benedetto”

  1. Alessio Says:

    Considera una copia già comprata.

    In bocca al lupo.

  2. Maurizio Says:

    ipermegacontento per te giò! congratulazioni 😉

  3. Antonio Says:

    Ottimo Giovanni, complimenti! Non vedo l’ora di leggerlo

  4. Paolo Massa Says:

    bravo Giovanni: leggerò!

  5. Anonimo Says:

    Ciao Giovanni. Ho letto il tuo racconto, grazie mille per avermelo spedito. Ti ho scritto che ne penso sul forum, comunque riporto:
    “Molto particolare; spiazza, decisamente. E’ un libriccino intenso, curato, più poetico che narrativo. Una cosa mi è balzata subito: sei riuscito a dare un “senso” alle parole. Non nel senso linguistico del termine, ma in quello di scegliere con cura parole che colpiscano i sensi. Non so, è come se il tuo libro profumi. Lo senti, dalle parole, che quello che descrivi è dannatamente reale. Però al tempo stesso è sfuggente, in chiaroscuro. Più che un racconto, è un flusso di coscienza; ricordi che si mescolano bene con atmosfere, odori, umori, persone. Ti lascia spiazzato, perchè ripeto, molto breve ed intenso. Il clochard protagonista è una figura molto vera (non so perchè mi ha ricordato il barbone di Aqualung dei Jethro Tull), vera nella sua tristezza. Tristezza profondamente umana. E’ un bel racconto Giovanni, perchè si fonda su un parallelismo anch’esso molto vero. Il corpo può marcire, ma i nostri pensieri restano. E sarà a quelli che ci aggrapperemo quando tutto finirà. Mi piace il fatto che hai reso una “non trama” come questa, molto e vera e molto cruda, pur nella sua astrattezza 8dopo tutto si basa sui ricordi). Hai fatto bene a descrivere i ricordi del protagonista inebriandoli di colri e suoni reali. Ha reso tutto molto più interessante. E’ un bel racconto perchè non ci sono personaggi, eccezion fatta del protagonista; gli altri sono solo schegge che hanno dato qualcosa e di cui ci ricordiamo. In fondo, davanti alla morte, si è soli.

    Unica nota che ti faccio: ho trovato un pò intricata la forma lessicale/grammaticale nelle prime pagine, ma poi tutto si snellisce. Va’ però detto a tuo vantaggio che è proprio nelle prime pagine che descrivi davvero mirabilmente Parigi. Si vede che l’adori e che ne hai colto l’essenza. Forse è proprio quella, quella che profuma il libro.

    Pensa che mentre lo leggevo pensavo che sarebbe stato bello metterla in musica una storia cosi.

    Davvero bravo, e, credimi, lo dico con sincerità.”

    Se vuoi Giio, posso curare la recensione per Debaser, se ti va, dimmi pure.

  6. Edo Says:

    Il commento sopra è mio, sono Edo!

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