Lisbona. Una storia.

Interno di caffè, sera d’inverno.

Le serrande s’arrendono alla sera che tarda.

Solito posto, accanto la finestra:

scorgo la strada, non fai ritorno.

La luce è fioca è triste è blanda

e il tram che sferraglia, ferisce e attraversa

il reticolo dei cavi e del silenzio intorno.

Una voce. Per un istante un’ombra riempie

la sedia innanzi vuota. Una volta era tua.

E’ il cameriere.

– Desidera ?

– Un caffè.

La sera vado a letto presto.

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