Grado zero: #2 (valore esistenziale del tempo per Arturo Benedetti. Esempio n°1: perdere un treno.

L’orologio di Arturo Benedetti, un Omega Seamaster del 1967, porta cinque minuti avanti (un’ora e cinque minuti avanti considerando il meridiano di Greenwich). In questo modo, pensa Arturo Benedetti, si è sempre almeno cinque minuti in anticipo. In questo modo, pensa Arturo Benedetti, si evita la frustrazione delle seguenti situazioni:

A) perdere un treno;

B) arrivare tardi ad un appuntamento;

C) arrivare tardi ad un appuntamento con una donna.

Queste in definitiva le situazioni frustranti che per Arturo Benedetti meritano davvero una narrazione, essendo queste le situazioni in cui il fattore temporale gioca un effettivo ruolo di prim’ordine per le conseguenze esistenziali cui tali situazioni possono portare. Conseguenze che nel peggiore dei casi secondo Benedetti possono portare fino all’errore di credere in nozioni come “destino”, “fato” (comprende la variante iper-romantica “fato avverso”), “provvidenza” e altre metafisiche di questo genere. Secondo Arturo Benedetto di lì ad arrivare alla nozione di Dio il passo è breve. Per questo motivo ogni mattino Arturo Benedetti carica il suo vecchio orologio, un Omega Seamaster del 1967, mettendolo cinque minuti in avanti. In questo modo diminuisce in maniera esponenziale la possibilità che si verifichino le seguenti conseguenze esistenziali delle tre situazioni precedentemente riportate:

1) Conseguenza esistenziale di A: perdere un treno. Perdere l’occasione di essere in quel determinato momento con quelle determinate persone in quel determinato vagone. Facendo ricorso ad una usurata ma non per questo sterile citazione letteraria, secondo Arturo Benedetti così come non ci si bagna mai due volte nello stesso fiume, non ci si trova mai nello stesso vagone con le stesse persone. Perdere un treno significa prendere coscienza dell’esistenza di una varietà combinatoria tra a) tempo; b) persone; c) vagone, tendente pressoché all’infinito. Per tale motivo Benedetti sceglie di ridurre tale varietà combinatoria scegliendo di prendere sempre lo stesso treno sempre allo stesso orario. Ogni mattino Arturo Benedetti si presenta al binario della metropolitana sempre cinque minuti prima che il treno passi. Arturo Benedetti è solito utilizzare tale unità di tempo fingendosi nel pensiero e prefigurandosi le possibili situazioni in cui di lì a breve potrebbe incorrere. Tra le più frequenti vi sono: a) trovarsi nel vagone in compagnia unicamente di una donna che in preda ad un’eccitazione selvaggia non esita a praticargli del sesso orale; b) trovarsi nello stesso vagone di Jean-Luc Godard e intrattenere con lui una conversazione a proposito dei film di Nicholas Ray; c) notare nel vagone una donna anziana e particolarmente malmessa fisicamente e soffermarsi a pensare che un tempo anch’ ella era giovane e anch’ ella era bella; d) incontrare vecchie conoscenze di cui non si richiede un rinnovamento del contratto sociale; e) incontrare la sua Madame Arnoux e immaginare una voce recitante fuori campo dire “leurs yeux se rencontrèrent”. Ad oggi, di queste situazioni possibili si sono verificate, con un disappunto non indifferente di Benedetti, unicamente le situazioni “c” e “d”. A volte Benedetti è tentato di mettere l’orologio avanti di dieci minuti.

 


Annunci

Tag: , , , , , , ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: