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Espressioni: domani, Tour of the Universe live @ Rome

15/06/2009

(In ascolto: Come Back – Depeche Mode)

Dopo qualche settimana di incertezza dovuta alle condizioni di salute di Dave Gahan, il Tour of the Universe dei Depeche Mode domani arriverà in Italia. Ad attendere la band, uno Stadio Olimpico che ha annunciato il sold-out. Devo ammettere che soltanto oggi, mi è salita un po’ di adrenalina. Se questo concerto fosse capitato appena due-tre anni fa, sarebbe stato ben diverso. Di certo, l’ultimo album non ha contribuito all’entusiasmo.

In ascolto: Sounds of the Universe

03/04/2009

sound-of-the-universe

(In ascolto: Sounds of the Universe – Depeche Mode)

Ho dato qualche ascolto al nuovo album dei Depeche Mode, Sounds of the Universe, in uscita il 17 aprile. Per quel che possono valere le impressioni iniziali, per il momento, un po’ di delusione c’è. Playing the Angel, dopo il soporifero Exciter, era un ottimo lavoro. Tra le band mainstream over-40, con quell’album avevano dimostrato di essere quelli con le carte più in regola per affrontare una dignitosa senilità. Sounds of the Universe ha le cose migliori all’inizio (le prime 4 tracce) e alla fine (gli ultimi 4 pezzi). Nel mezzo, un susseguirsi di alti (pochi) e bassi, con canzoni piuttosto soporifere (Little Soul) o non del tutto riuscite (le melodie di Peace e Come Back sembrano girare a vuoto su sè stesse) o nel peggiore dei casi, inutili (lo strumentale Spacewalker è puro manierismo). Una delle canzoni di questo blocco centrale, però, è una delle migliori del disco (In sympathy). Il risultato è un disco troppo lungo, che in più momenti rischia di provocare più di uno sbadiglio. Per fortuna il resto è di buon livello, con la bella apertura affidata a In chains e Hole to Feed, un bel pezzo con un’ottima interpretazione di Gahan e un tappeto sonoro con delle percussioni molto interessanti (l’inizio mi ricorda 15 step dei Radiohead).

Le mie preferite, al momento, sono Fragile Tension, l’episodio più genuinamente pop del disco, in cui ogni suono si trova al suo posto giusto, e Jezebel, l’unica canzone con Martin Gore alla voce e tipico esempio di ballad declinata secondo il verbo “Depechiano”. Mentre Miles Away/The truth is promette di essere il momento più incendiario dei prossimi live, con una potente ritmica, che i prossimi 16 e 18 giugno, a Roma e Milano, non mancherà di muovere un bel po’ di culi!

Nel frattempo, vedremo se nelle prossime settimane il giudizio migliorerà.


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