Posts Tagged ‘guy debord’

Quaderno parigino/1: perché Parigi

21/11/2011

Quaderno parigino/1: Perché Parigi.

(Articolo pubblicato su Manifesto Europa)

 

– En el fondo – dijo Gregorovius -, París es una enorme metáfora.

(J. Cortázar, Rayuela)

 

 Le biblioteche sono uno dei luoghi ideali dove mettere in pratica una deriva psicogeografica. Dunque, avendo bene in mente la lezione di Guy Debord, percorrevo i corridoi della biblioteca universitaria della Sorbonne Nouvelle senza una meta precisa, scegliendo man mano il percorso in base a ciò che vedevo intorno, lasciando il piano solcato dai miei passi al margine inferiore della vista e lasciandomi attrarre soltanto dai particolari architettonici dello spazio intorno: tipo di scaffalatura (in ferro), tipologia di illuminazione (neon / bianco), composizione materiale della soffittatura (pannelli di compensato / grigio), composizione materiale dei tavoli di studio (materiale plastico / bianco) ecc. In un punto imprecisato della deriva, quando la decostruzione dello spazio stava sortendo i primi benefici (non sfogliavo un libro; incominciavo a sfogliare una biblioteca, passando da una disciplina all’altra con pura soluzione di continuità), uno dei particolari – il dorso dorato di un libro in cui i caratteri tipografici in nero formavano la parola DANTE – mi collocò nuovamente nello spazio intorno con tutta la mia individualità: Giovanni di Benedetto, 24 anni, studente di lettere e filosofia, a Parigi per compiere ricerche bibliografiche per la tesi di laurea (argomento: Parigi come espace littéraire in quattro romanzi surrealisti). Di colpo lo scaffale della biblioteca perse il suo carattere generico e mi restituì ad una geografia ben precisa: LITTÉRATURE ITALIENNE.

Lasciai dunque i miei boriosi miraggi di astoricità a data da definirsi e iniziai a percorrere con la mano e con lo sguardo lo scaffale, a ritroso dalla Z alla A: (more…)

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Videoteque: 1994, di Giovanni di Benedetto

22/05/2011

Venerdì, nel corso del seminario Italia Agra dedicato al “Secolo Tamarro“, è stato proiettato anche un mio cortometraggio, 1994.

1994, di Giovanni di Benedetto

*

1) Il Detournement è l’unità minima attraverso la quale avviene la narrazione di Facebook.

2) “Detournement è la libera appropriazione delle creazioni altrui. Detournement è decontestualizzazione. Va da sè che uno non è limitato al correggere lavori esistenti o integrare diversi frammenti di lavori scaduti in una nuova opera: si può altresì alterare il significato di questi frammenti in qualunque modo, lasciando gli imbecilli al loro profuso mantenimento delle “virgolette”. (G. Debord, Metodi di detournement).

3) “La miglior sovversione non consiste forse nel distorcere i codici anzichè nel distruggerli?” (R. Barthes)

4) Utilizzare il medesimo linguaggio attraverso il quale avviene la narrazione di Facebook, il detournement, per ricreare, attraverso un ulteriore effetto di straniamento dovuto alla dissociazione di audio e immagini, l’afasia ricettiva di decodificazione del messaggio dovuta alla simultaneità dei segni in una pagina Facebook.

Racconto: Più pene che pane (Snuff movie)

05/03/2011

“Nel mondo realmente rovesciato, il vero è un momento del falso”

(G. Debord, La società dello spettacolo)

In principio era il pene. Il pene comune. Il diletto del pene, il delitto del pene, il delitto e le pena, no la pena no quasi mai a meno che femminile di pene allora sì. La pena. Altrimenti il castigo, dunque il diletto del castigo, il delitto e castigo ecc. In ogni caso senza pene, alcun diletto. Excusez-moi mes amours. Mia cara maestrina dalla penna rossa non arrossire ti basta la penna di rosso non arrossire cagnetta, chiaro?, quando spieghi la lezione sul Beccaria. Giusto ricordarlo. Dei delitti e delle pene dal momento che in principio era il pene. Pene. pene pene pene pene pene pene pene pene pene pene pene pene pene pene pene pene. Vai col trenino, tutti in fila, segui il ritmo, yeah yeah yeah pene pene pene pene pene pe-ne pe-ne pe-ne pe-ne- p-e-n-e p-e-n-e p-e-n-e. Coriandoli, brindisi e champagne. Ottima annata. Magnifiche sorti e progressive. Pil + 0,000000002 %. E’ in rialzo. Anche il mio pene. Stai bene? Pene grazie. Ingerenza di un residuo di fonetica teutonica. Gott erhalte Franz, den Kaiser, unsern guten Kaiser Franz. Titoli di testa: Qualsiasi somiglianza tra il dittatore Hynkel e il barbiere ebreo è puramente casuale. Proposte: Benzino Napoloni, Bonito Napoloni, Paperon de’ Paperoni, Trimalchion de’ Trimalchioni. Vada per Trimalchion non fosse altro per non farci mancare libere associazioni mentali dovute alla fonetica. [suggerimento dello chef: minchion’, ibrido siculo-campano-romano con valenza di correlativo oggettivo]. Dunque: Trimalchion de’ Trimalchioni presidente eretto. Viva Trimalchion! Viva Trimalchion! Übermensch di IV livello. Darwin aveva ragione. Bellum omnium contra omnes (cit.). Cave canem, rito apotropaico dissimulato. Satiriasi. I psicologi sono preti con il camice non nero ma bianco: Patrick Carnes, Don’t call it love: enumerazione dei core beliefs: 1) “Io sono principalmente una persona cattiva e immeritevole”; 2) “Nessuno mi amerebbe per quello che sono”; 3) “I miei bisogni non saranno mai soddisfatti se devo dipendere dagli altri”; 4) “Il Sesso è il mio bisogno più importante”. Operiamo nel pieno rispetto della deontologia cartesiana, X ergo Y. Get up (get on up) Get up (get on up) Stay on the scene, (get on up), like a sex machine (get on up). Una fiction pulp: Ezechiele 16, 49: Ecco, questa fu l’iniquità di tua sorella Sodoma: lei e le sue figlie vivevano nell’orgoglio, nell’abbondanza del pane e in una grande indolenza, ma non sostenevano la mano dell’afflitto e del povero. Nell’abbondanza del pane? Non si parla di mano dopo? Mano, pene, abbondanza. Per forza. Bienhereux qui f…e qui boit (cit.). Prosit, rutto, scureggia. Ma che siamo in un film di De Sica ? Te lo meriti De Sica. Hai voluto la bicicletta e pedala. Ladro. Te lo meriti. Look at me, I’m happy. Don’t worry, be happy. Here I give you my phone number. When you worry, call me, I make you happy. Don’t worry, be happy. TCA. Amitriptilina. Clomipramina. Desipramina. Dotiepina. Imipramina. Nortriptilina. Con un sorso la pillola va giù, la pillola va giù, la pillola. Pillola rossa o pillola blu? Blue, sure. ‘Cause I was born to be blue (cit.). Mal di milza. Mal dei fiori. Et de longs corbillards, sans tambours ni musique, défilent lentement dans mon âme; l’Espoir, vaincu, pleure, et l’Angoisse atroce, despotique, sur mon crâne incliné plante son drapeau noir. Io sono la decadenza alla fine dell’impero. Je suis la décadence à la fin de l’Empire. Denaro. Desiderio. Testosterone. Voilà le capitalisme! [La merce è prima di tutto un oggetto esterno, una cosa che per mezzo delle sue proprietà soddisfa bisogni umani di qualunque specie. La natura di tali bisogni, p. es. che derivino dallo stomaco o dalla fantasia, non fa alcuna differenza. Qui non si tratta neanche di come la cosa soddisfi il bisogno umano, se immediatamente, come mezzo di sussistenza, cioè come oggetto di piacere, oppure indirettamente, come mezzo di produzione]. Dio è morto. Nietzsche è morto. Debord è morto. Fittasi. 3 X 2. Pubblicità. Consigli per gli acquisti. Jingle-jangle. Sto per venire. Spengo la tv. Auferstanden aus Ruinen Und der Zukunft zugewandt. Nella tua storia un’altra storia c’è / la scriveremo noi con te. OFF.

Giovanni di Benedetto

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Appunti #3: Psicogeografia

06/02/2011

[The Naked City, Guy Debord]

 

Per fare una deriva, andate in giro a piedi senza meta od orario. Scegliete man mano il percorso non in base a ciò che SAPETE, ma in base a ciò che VEDETE intorno. Dovete essere STRANIATI e guardare ogni cosa come se fosse la prima volta. Un modo per agevolarlo è camminare con passo cadenzato e sguardo leggermente inclinato verso l’alto, in modo da portare al centro del campo visivo l’ARCHITETTURA e lasciare il piano stradale al margine inferiore della vista. Dovete percepire lo spazio come un insieme unitario e lasciarvi attrarre dai particolari.


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