Posts Tagged ‘inedita’

Carrousel (La vie)

03/12/2013

Vorticare festoso

di volti irrisolti

nei risvolti nascosti

dei radiosi giorni

trascorsi.

 

Parigi, 4 settembre 2013

carrousel

Ready-made

24/06/2012

Una raccomandata della compagnia telefonica

mi informava della sopravvenuta cessazione

dell’erogazione del servizio “Insieme”

causa inadempimento delle norme contrattuali

stipulate nel maggio duemiladieci.

Souvenir (Toulouse)

31/10/2011

I pellegrini americani

sedevano ai tavolini fuxia

del fast-food turco

di Place St. Sernin.

Nelle loro foto ricordo

saresti apparsa

come un souvenir desueto.

Non l’avrebbero mai compreso.

Nelle guide turistiche

la storia dell’architettura

è soltanto un pretesto.

(La formule du midi

era però effettivamente vantaggiosa:

comprendeva anche il dessert).

Agosto

22/08/2011

La lezione di acqua-gym

sarebbe iniziata ad istanti,

dissero.

Tu,

dormendo nel tiepido inverno

del tuo ombrellone

rimandavi la fine dell’estate

disorchestrando per te soltanto

l’allegra suite caraibica.

Sibilla parisienne

23/07/2011

Avremmo abitato

al numero quattro di

Rue du Paradis.

 

(La toponomastica

è un oracolare intermittente

di auspici o coincidenze).

Diagnosi

18/07/2011

Amarti comportava un aumento

della produzione dei succhi gastrici

e una facile irritazione del colon.

Ho preferito correggere

la mia alimentazione

solo.

La salute non era prerogativa

del nostro amore.

Trasfigurazione di Beatrice

24/03/2011

Dissi che l’assenza

era necessaria per la mia

Poesia,

ricordi?

La scelta di una poetica

non è forse il mio forte.

 

Prosa

22/02/2011

Raccontami una storia.

E quando questa finisce raccontamene

un’altra. E se dovessi addormentarmi

(ricordo mia madre, ricordo la sua voce,

una ninna-nanna) svegliami e ricominciala

da capo. E se ti si seccasse la gola

(i punti, gli allora, le virgole, i quando,

gli infine, richiedono un certo fiato)

tossisci pure, prenditi una pausa

– qualche minuto, non di più –

e dopo aver schiarito la voce

continua a raccontarmi la storia.

E se ti si dovessero stancare gli occhi

(10 watt, economia e magia ma pure

una precoce miopia) raccontami un’altra

storia, una di quelle che conosci a memoria

– ma non quella di quando incontrasti lei,

non di nuovo, ancora una volta, non ogni sera.

E se dovessi invecchiare.

E se dovessi morire.

Ti racconterò io una storia.

Quella di un uomo che racconta una storia.

(Qui non accade mai nulla. Null’altro

se non incipit di racconti).

 


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