Posts Tagged ‘MONTAG’

Montag #4: There Goes the Fear – The Doves

18/06/2011

Montag bannerCanzone: There Goes the Fear

Artista: The Doves

Album: The Last Broadcst

Anno: 2002



Montag #3: Everyday – Yo la Tengo

03/06/2011

Montag bannerCanzone: Everyday

Artista: Yo la Tengo

Album: And Then Nothing Turned Itself Inside Out

Anno: 2000



Montag #2: Howl – B.R.M.C.

19/07/2009

Montag bannerCanzone: Howl

Artista: Black Rebel Motorcycle Club

Album: Howl

Anno: 2005

Quando nei primi mesi del duemila le radio americane e inglesi iniziarono a mandare in onda il loro singolo di debutto, Whatever happened to my rock’n’roll, i Black Rebel Motorcycle Club erano ancora inconsapevoli di aver appena gettato le basi di quel movimento di revival del rock’n’roll, prima di matrice ’70s e successivamente di estrazione New-Wave, che da li a pochi mesi sarebbe esploso definitivamente con Is this it degli Strokes. Le basi, insomma, di quello che a tutti gli effetti è stato il filone più seguito da tutte la band nate in questo decennio. Un infelice secondo album e il repentino cambiamento del vento mediatico in direzione della terra d’Albione (i Franz Ferdinand avevano appena pubblicato il loro debutto omonimo che fino alla fine del decennio è rimasto il punto di riferimento per tutte la band di indie-rockers) li fece cadere presto nel dimenticatoio.

Nel 2005, dopo essere stati abbandonati dalla Virgin, lontani dall’hype mediatico e senza vincoli contrattuali, i B.R.M.C. danno alla luce un album, Howl, che è la perfetta antitesi di quanto fino a quel momento avevano prodotto. Messi da parte feedback e distorsioni, l’album, come svela anche il titolo che è una chiara citazione del poema di Allen Ginsberg, è un viaggio alla ricerca delle radici musicali della propria terra. Le chitarre acustiche prendono il sopravvento su quelle elettriche, e le veloci cavalcate rock’n’roll dei primi due album diventano dei puri blues à la Robert Johnson.

Su tutte le canzoni dell’album, svetta la title-track, una sorta di gospel lisergico, dominato dall’andamento psichedelico dell’organo, sul quale si adagia, sommessa, la voce di Robert Levon Been, che da vita ad una melodia ricca di fascino che il resto della band accompagna egregiamente.

Howl, è la dimostrazione di come in questo decennio si è puntato eccessivamente alle opere prime delle giovani band, che spesso, dopo aver fallito la prova del secondo album, sono state troppo velocemente buttate via e destinate al dimenticatoio. Howl rappresenta la volontà di una band di voler proseguire un proprio percorso artistico ben definito, anche lontano dalle luci dei riflettori. Mentre il resto del mondo musicale si agitava sui dancefloor, c’era una band che se ne infischiava e dava alla vita musica “classica” –  verrebbe ormai da dire oggi – in maniera del tutto anacronistica e, soprattutto, sincera.

Per ascoltare Howl in streaming (legale), clicca qui.

Montag #1: Everything in its Right Place – Radiohead

24/06/2009

Montag bannerCanzone: Everything in its Right Place

Artista: Radiohead

Album: Kid A

Anno: 2000

Continuare a fare musica dopo aver creato un disco come Ok Computer non era cosa facile. Perchè quell’album era un punto d’arrivo per la musica pop, il tentativo finale di decostruire la forma canzone tradizionale, non ponendosi come punto di rottura rispetto al passato, ma come l’ultimo stadio della sua evoluzione. E perchè quell’album si faceva carico in un modo o nell’altro dei sentimenti di un’intera generazione, una generazione che stava interiorizzando la rabbia del grunge trasformandola in qualcos’altro. Da lì, i tre movimenti di cui è costitutuita Paranoid Android/Why don’t you remember my name?/. Continuare a fare musica dopo un disco come Ok Computer poteva in realtà essere molto facile. Sarebbe bastato ripetere la stessa formula e continuare all’infinito. Invece no. Ci sono voluti tre anni per creare qualcosa di nuovo. E dovete immaginarvi la scena di chi nel 2000 stava per inserire nel proprio stereo quel cd, Kid A. Prima traccia, Everything in its Right Place. BOOM. Nessuna chitarra, voce campionata, loops a ripetizione, e un giro di piano che sussegue le sue note come un mantra.  Con ogni cosa al suo posto giusto. Punto. E a capo. La musica di inizio millennio poteva anche avere inizio.



Nuova rubrica: Montag

23/06/2009

Montag banner(In ascolto: Gospel – The National)

Ventitrè giugno duemilanove. Stiamo ormai per superare il giro di boa che segna la metà di questo 2009, che il prossimo trentuno dicembre porterà via con sè un intero decennio. Un decennio che musicalmente parlando, è stato caratterizzato da forti polemiche riguardo la sua dubbia qualità, spesso con tesi estreme che giungono ad affermarne la totale assenza di bellezza. Io, sono tra quelli che invece credono che la bellezza non è mai morta nemmeno per un secondo nel corso della Storia, sebbene spesso sia stato difficile trovarla.  Ci deve pur essere un motivo se abbiamo continuato a scrivere libri anche dopo  Aushwitz. Tutto questo per dire che sul blog nasce una nuova rubrica, MONTAG, nella quale di volta in volta cercherò di selezionare quelle che secondo me sono state le canzoni più belle di questo decennio. Per salvarle dall’incendio di fine decennio. E per impararle per bene a memoria. Proprio come Montag e gli “uomini-libro” di Fahrenheit 451. Perchè sappiamo bene che un decennio ci mette almeno vent’anni per essere rivalutato ed essere investito da un’ondata di revival. E spesso, quest’ondata, investe proprio quelle opere salvate dalla damnatio memoriae. A noi, il compito di fare una cernita tra ciò che vale la pena ricordare e ciò che diverrà mero dato statistico.

Si comincia domani.

Per qualsiasi suggerimento, lascia in commento di volta in volta le canzoni che pensi non debbano essere dimenticate di questo decennio.


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