Posts Tagged ‘napoli’

Sant’Eligio

31/03/2012

Ai piedi di Sant’Eligio

la bottega dell’orologiaio

era un’arca

di reperti archeologici

custode.

 

In via Marina

cartelloni pubblicitari

ergono rovine

nel cielo spoglio di tegole

e auspìci.

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Videoteque: 1994, di Giovanni di Benedetto

22/05/2011

Venerdì, nel corso del seminario Italia Agra dedicato al “Secolo Tamarro“, è stato proiettato anche un mio cortometraggio, 1994.

1994, di Giovanni di Benedetto

*

1) Il Detournement è l’unità minima attraverso la quale avviene la narrazione di Facebook.

2) “Detournement è la libera appropriazione delle creazioni altrui. Detournement è decontestualizzazione. Va da sè che uno non è limitato al correggere lavori esistenti o integrare diversi frammenti di lavori scaduti in una nuova opera: si può altresì alterare il significato di questi frammenti in qualunque modo, lasciando gli imbecilli al loro profuso mantenimento delle “virgolette”. (G. Debord, Metodi di detournement).

3) “La miglior sovversione non consiste forse nel distorcere i codici anzichè nel distruggerli?” (R. Barthes)

4) Utilizzare il medesimo linguaggio attraverso il quale avviene la narrazione di Facebook, il detournement, per ricreare, attraverso un ulteriore effetto di straniamento dovuto alla dissociazione di audio e immagini, l’afasia ricettiva di decodificazione del messaggio dovuta alla simultaneità dei segni in una pagina Facebook.

Italia Agra: Il Secolo Tamarro.

15/05/2011

Mitologia Italia agra
a cura di Francesco de Cristofaro,
Giovanni Maffei, Ugo Olivieri, Francesco Storti

con la collaborazione di Ilaria Accardo, Ludovico Brancaccio, Marco Viscardi

IL SECOLO TAMARRO
A CURA DI FRANCESCO STORTI
CON MATTEO PALUMBO, ILARIA ACCARDO,
GIOVANNI DI BENEDETTO, GENNARO SCHIANO

Nel terzo incontro seminariale l’agritudine della società italiana si sveste degli accessori ideologici e delle maschere mistiche e bigotte, mostrando i suoi corpi. In essi e su di essi i segni di un neobarocchismo un po’ vintage e un po’ kitsch che nella sovrabbondanza svela la sua povertà spirituale, la sua nostalgia per un’aura negata. Vecchi e nuovi mostri affamati di accumulazione e di esibizione, accecati dalle feroci lusinghe della rivoluzione multimediale.
La mercificazione postcapitalistica, la TV commerciale, la comunicazione virtuale hanno modificato la percezione e conseguentemente l’estetica. L’enfasi della dimensione audiovisiva, smontando e parcellizzando i corpi, isola pornograficamente i particolari distruggendo la totalità. Valori e ideali sono investiti da un’ironia umiliante, la tragedia è sommersa dagli scherzi.
Il secolo breve è sfociato in una tamarreide: attraverso le relazioni di Francesco Storti e Matteo Palumbo e gli interventi di giovani e giovanissimi studiosi – Ilaria Accardo, Gennaro Schiano e Giovanni di Benedetto – si cercherà di descrivere la genesi di questa società tamarra, la cultura o sottocultura che esprime, le forme di comunicazione e di rappresentazione che esige e utilizza.
Duplice il livello di analisi: da un lato immagini immortali e artistiche (Risi, Monicelli, Scola, Brusati, Pasolini, Brecht, e altri), dall’altro quello frammentario e perituro della rete e della televisione (uomini e donne e grandi fratelli innanzitutto).

Università degli Studi di Napoli Federico II
Dipartimento di Filologia Moderna Salvatore Battaglia
Dipartimento di Discipline Storiche Ettore Lepore
Master in Letteratura, scrittura e critica teatrale

Aula A4, via Marina 33, Napoli – venerdì 20 maggio 2011, ore 16
ingresso libero

*

La locandina: Il Secolo Tamarro

L’ARTE DEL RACCONTO: Italian Kamikaze – Protagonisti dell’età berlusconiana

12/03/2011

Lunedì 14 marzo alle ore 19:00 al Nuovo Teatro Nuovo di Napoli, all’interno delle seconda edizione de L’arte del racconto, andrà in scena ITALIAN KAMIKAZE – Protagonisti dell’età berlusconiana. Per l’occasione ho scritto un testo su Eluana Englaro: Stati vegetativi (ricordi) permanenti.

***

Medea.net e Nuovo Teatro Nuovo
Forum Universale delle Culture 2013
presentano
L’ARTE DEL RACCONTO
Letteratura a teatro – II edizione

Lunedì 14 marzo 2011, ore 19.00
Teatro in Fabula
ITALIAN KAMIKAZE Protagonisti dell’Italia berlusconiana
“La linea orizzontale”

testi di Giovanni Di Benedetto, Matteo Forte, Luca Maiolino, Mario Schiavone
letti da Roberta Caiazzo (Noemi Letizia), Viviana Cangiano (Susanna Maiolo), Carlo Caracciolo (Fabrizio Corona), Sara Cardone (Eluana Englaro), Stefano Ferraro (Morgan), e Antonio Piccolo
con la partecipazione di Nunzia Schiano
reading a cura di Giuseppe Cerrone e Antonio Piccolo

ITALIAN KAMIKAZE è un progetto letterario in divenire, a cura di Massimiliano Palmese, sui protagonisti dell’Italia berlusconiana. (more…)

Avventura di un fotografo #1

28/01/2011

 

[Natura morta #1]

(Giovanni di Benedetto, 2010)

L’ARTE DEL RACCONTO – Reading “Sotto vuoto spinto”

10/04/2010

 

 

medea.net e Nuovo Teatro Nuovo
presentano
L’ARTE DEL RACCONTO
Attori leggono i nuovi narratori napoletani
Quinto appuntamento
Lunedì 19 aprile, ore 19.00 e ore 21.00
Teatro Nuovo, Via Montecalvario, 16 – Napoli

SOTTO VUOTO SPINTO
Sfascismi giovanili nell’Italietta del XXI secolo
Racconti di scrittori campani “under 25”
Giovanni di Benedetto, Olga Campofreda, Marcellino Iovino,
Marco Marsullo, Paolo Piccirillo, Daniele Scarpati
A cura di Massimiliano Palmese

Letture degli allievi del Laboratorio Teatrale Permanente del Teatro Elicantropo:
Raffaele Ausiello, Paola Boccanfuso, Martina Di Leva, Valeria Frallicciardi, Raffaele Imparato, Antonio Piccolo, Paola Saulino, Renato Zagari
E con Roberta Cacace, Viviana Cangiano, Martina Ciampa , Martina Cirillo, Cinzia Cordella, Roberta Di Palma, Alessandra Duonnolo, Simona Falco, Marianna Liguori, Cecilia Lupoli, Alessandra Mariani, Giovanna Marziano, Teresa Moccia, Giulia Musciacco
Costumi di Daniela Ciancio
Reading a cura di CARLO CERCIELLO
Ingresso libero

L’ARTE DEL RACCONTO, appuntamento mensile di letteratura a teatro, dedica il suo prossimo appuntamento alla narrativa degli scrittori campani “under 25”. Il 19 aprile al Teatro Nuovo (doppio spettacolo alle 19 e alle 21) presenta “SOTTO VUOTO SPINTO – Sfascismi giovanili nell’Italietta del XXI secolo”: racconti di giovani autori, scelti da Massimiliano Palmese. (more…)

Su “La Repubblica”

28/09/2009

Oggi ho appreso con un certo piacere che un estratto della “Lettera aperta all’On.le Ministro Renato Brunetta”, pubblicata anche qui sul blog oltre che su Lankelot, è stato pubblicato, con delle modifiche, su La Repubblica di ieri, sabato 27 settembre, a pagina 36.

Peccato che non abbiano mantenuto l’intestazione originale. Ma vebbè. Sono comunque soddisfazioni.

lettera aperta a Brunetta

Lettera aperta all’On.le Ministro Renato Brunetta

16/09/2009

On.le Ministro Renato Brunetta,

sono un ragazzo di ventidue anni tristemente affranto dalla lettura delle sue ultime dichiarazioni riguardo i finanziamenti statali alle opere cinematografiche. Affranto perchè partono da una concezione puramente incentrata su un discorso di tipo economico, ignorando del tutto i meriti culturali dell’arte cinematografica. Ed infatti non si esime dall’eliminare il Cinema dal novero delle Arti, giungendo addirittura a codificare un’equazione del tipo, cito le sue parole, “cinema=cultura=soldi pubblici=sprechi” propria della peggiore concezione Berlusconiana. Ciò che provoca più rabbia e amarezza è che le sue parole non sono il frutto di una persona all’interno del sistema, bensì il frutto di una persona che dichiara spudoratamente di “non andare al cinema da tantissimo”. Le sue parole svelano tutto il populismo di cui è connotata la sua azione politica. In barba ad ogni metodologia critica, Lei giunge a delle conclusioni saltando a monte premesse e cause che generano il problema che Lei denuncia. Nel caso, il mancato ritorno economico dei film prodotti con i contributi dei finanziamenti statali. Lei, On.le Brunetta, dimentica, o forse omette appositamente, una serie di problemi congiunturali, che determinano i problemi di cui è afflitta la cinematografia nazionale, compreso quello economico che più le sta a cuore.

Un film, come qualsiasi altro “prodotto”, per poter guadagnare deve vendere. In particolare, un film per guadagnare ha bisogno di vendere  i biglietti. E i biglietti si vendono a patto che ci sia una sala cinematografica da riempire. E la sala necessita della pellicola che necessita di un distributore per essere presente in quella sala. Ecco il punto da cui partire per analizzare il problema e trovare le soluzioni. Ciò che manca nel nostro paese è prima di tutto un’efficiente sistema di distribuzione che sappia diffondere e divulgare ciò che viene prodotto. Se dà un’occhiata alla lista dei film finanziati dallo Stato – lista che senz’altro le sarà capitato di avere sotto mano in questi giorni – noterà facilmente che una grossa percentuale di questi film non ha avuto neanche la possibilità di giungere in sala. Piuttosto che negare a priori i fondi statali alle opere cinematografiche, sarebbe il caso di interventire in maniera legislativa sul problema della distribuzione cinematografica (a dire il vero sarebbe il caso di allargare il discorso anche sull’industria editoriale, dove i tre grandi gruppi Rizzoli-Mondadori-Einaudi – che in realtà è di proprietà del gruppo Mondadori –  occupano da sole l’80% del mercato e degli scaffali delle librerie) cercando di razionalizzare un po’ tutto il sistema. Sarebbe opportuno ispirarsi al modello francese, in grado di dare tutt’altro peso alla propria industria culturale, e cinematografica in particolare. Sarebbe opportuno che i fondi statali piuttosto che essere eliminati, fossero addirittura incrementati, a sostegno soprattutto delle poche sale ancora presenti nelle nostre città non appartenenti ai grandi gruppi come Warner e Medusa, e che da sole oggi garantiscono un tipo di programmazione capace talvolta di emanciparsi dal sistema Hollywoodiano. Queste sono le sale che spesso si sobbarcano tutti i rischi annessi alla proiezione di un’opera prima, magari finanziata proprio con contributi statali. Queste sale, sono vittime di una concorrenza sleale, On.le Brunetta. Le porgo come esempio il caso della mia città, Napoli, che attualmente vanta sul proprio territorio cittadino la presenza di una decina scarsa di sale cinematografiche, con il pubblico in continuo esilio verso i multiplex in provincia, molto spesso di proprietà di major come Warner e Medusa e che di certo non “ingombreranno” le proprie sale di proiezione con una pellicola di un esordiente. Se, come denuncia, per questi film manca un ritorno economico, la colpa è di voi governanti, On.le Brunetta, incapaci di progettare la benchè minima pianificazione di sostegno ai progetti che voi stesso finanziate. Sebbene sia cosciente che il mio sogno di uno Stato mecenate, promotore della bellezza e delle arti, sia destinato a rimanere pura utopia, credo che l’intervento dello Stato debba andare ben al di là della sola scelta a favore o meno dei finanziamenti iniziali da destinare ad un’opera cinematografica e che non possa limitarsi ad essa.  Le sue parole, On.le Brunetta, sono umilianti per lo Stato, per la storia e per la cultura di questo paese, che se ancora viene visto come uno dei fari della civiltà è soltanto per merito del suo incredibile patrimonio culturale. Cinema compreso.

Con tanta amarezza,

Giovanni di Benedetto.

Pubblicato su Lankelot.


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