Posts Tagged ‘oriente’

Istanbul (Visita guidata)

26/12/2012

L’architettura protofuturista dei minareti

confondeva la mia fantasticheria d’Oriente:

lo sbadiglio di un turista americano

era ora quello di un insonne re persiano,

ora quello di un gatto dormiente,

ora quello di Sharāzād il giorno seguente la fiaba.

O ancora, più semplicemente,

quello di un uomo annoiato e impaziente

che attende la fine

della visita guidata

o forse, di tutto l’Impero d’Occidente.

Istanbul (Giovanni di Benedetto)

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Quaderno parigino/2: Porte Saint-Denis, X arrondissement

01/12/2011

Quaderno parigino/2: Porte Saint-Denis, X arrondissement

(Articolo pubblicato su Manifesto Europa)

« Un uomo che sa riflettere a Parigi non ha bisogno di uscire dalla cinta muraria per conoscere gli uomini che vivono ad altre latitudini. Può giungere all’intera conoscenza del genere umano studiando gli individui che formicolano in questa immensa capitale »

(L. S. Mercier, Tableau de Paris)

 Muovendosi lungo la trama di strade e boulevards, impasses e passages del X arrondissement si ha viva l’impressione di demarcare la soglia dell’espace litteraire. Allo specchio di Alice si sostituiscono le grandi vetrate della Gare de l’Est, grande snodo ferroviario che collega Parigi con le città dell’est della Francia ma il cui nome evoca i paesaggi esotici dell’oriente, le spezie dell’India e del Pakistan, le odalische, gli arazzi e tutto quell’immaginario che parte dalle pagine de Le mille e una notte e si arresta in un vagone letto dell’Orient-Express, il cui primo convoglio, destinazione Costantinopoli, partì proprio da qui il 4 ottobre 1883. Nel X arrondissement lo spazio letterario si confonde con quello urbano a partire, appunto, dalla toponomastica. Alle rêveries orientaleggianti della Gare de l’Est, il passeggiatore che vorrà raggiungere la Porte Saint-Denis, vedrà susseguirsi una dietro l’altra le fantasticherie suggerite da toponimi come Boulevard de Magenta – in cui l’eco della Storia lascia il posto al tratto cromatico della parola, incitato dalle insegne al neon che ad intermittenza illuminano i nomi dei cafès e delle brasseries all’ombra dell’Eglise St-Laurent -, Rue de la Fidélité e il suo prosieguo, Rue de Paradis che insieme sembrano comporre gli assi cartesiani di un feuilleton ottocentesco. E ancora, una serie di passages in cui – come se non bastasse il potere incantatore di questa singola parola che coordina tra i suoi fonemi una semantica spaziale e una semantica temporale – la fantasticheria si sposa ora con le metafore del Passage du Désir, ora con la fantasia à la Verne del Passage de l’Industrie, al cui nome fin de siécle da exposition universelle fa da pendant la sua architettura neopalladiana.

 (J’ai l’impression que peut m’arriver quelque chose qui en vaut la peine). (more…)


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