Posts Tagged ‘paris’

31 luglio 2013, Rue de Paradis (Lasciando tutto, di nuovo).

01/08/2013

Gruccette disadorne

nell’armadio di nuovo svuotato,

testimonianze, reperti,

forme umane disossate.

Trasumanare è anche questo

indolore e ripetuto morire

del cuore che dice addio

e parte disancorando.

2013-08-01 21.08.19

 

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Trop tard pour mourir

12/05/2013

Aujourd’hui je me suis promené toute la journée

Et le temps, ce qu’on appelle le passé

Etait là, abandonné sur le quai

Sous la forme d’un livre trouvé

Qui comme titre avait

Trop tard pour mourir.

Je suis rentré

En pensant à la vaisselle encore

À laver.

quai-Seine

Avventura di un fotografo #9

15/01/2012

[À la recherche de quelque chose de perdu]

(Giovanni di Benedetto, 2011)

Avventura di un fotografo #8

30/12/2011

[Les amoureux du Canal Saint-Martin]

(Giovanni di Benedetto, 2011)

Quaderno parigino/2: Porte Saint-Denis, X arrondissement

01/12/2011

Quaderno parigino/2: Porte Saint-Denis, X arrondissement

(Articolo pubblicato su Manifesto Europa)

« Un uomo che sa riflettere a Parigi non ha bisogno di uscire dalla cinta muraria per conoscere gli uomini che vivono ad altre latitudini. Può giungere all’intera conoscenza del genere umano studiando gli individui che formicolano in questa immensa capitale »

(L. S. Mercier, Tableau de Paris)

 Muovendosi lungo la trama di strade e boulevards, impasses e passages del X arrondissement si ha viva l’impressione di demarcare la soglia dell’espace litteraire. Allo specchio di Alice si sostituiscono le grandi vetrate della Gare de l’Est, grande snodo ferroviario che collega Parigi con le città dell’est della Francia ma il cui nome evoca i paesaggi esotici dell’oriente, le spezie dell’India e del Pakistan, le odalische, gli arazzi e tutto quell’immaginario che parte dalle pagine de Le mille e una notte e si arresta in un vagone letto dell’Orient-Express, il cui primo convoglio, destinazione Costantinopoli, partì proprio da qui il 4 ottobre 1883. Nel X arrondissement lo spazio letterario si confonde con quello urbano a partire, appunto, dalla toponomastica. Alle rêveries orientaleggianti della Gare de l’Est, il passeggiatore che vorrà raggiungere la Porte Saint-Denis, vedrà susseguirsi una dietro l’altra le fantasticherie suggerite da toponimi come Boulevard de Magenta – in cui l’eco della Storia lascia il posto al tratto cromatico della parola, incitato dalle insegne al neon che ad intermittenza illuminano i nomi dei cafès e delle brasseries all’ombra dell’Eglise St-Laurent -, Rue de la Fidélité e il suo prosieguo, Rue de Paradis che insieme sembrano comporre gli assi cartesiani di un feuilleton ottocentesco. E ancora, una serie di passages in cui – come se non bastasse il potere incantatore di questa singola parola che coordina tra i suoi fonemi una semantica spaziale e una semantica temporale – la fantasticheria si sposa ora con le metafore del Passage du Désir, ora con la fantasia à la Verne del Passage de l’Industrie, al cui nome fin de siécle da exposition universelle fa da pendant la sua architettura neopalladiana.

 (J’ai l’impression que peut m’arriver quelque chose qui en vaut la peine). (more…)

Avventura di un fotografo #7

25/11/2011

[Declino dell’impero americano (a love story)]

(Giovanni di Benedetto, 2011)

Quaderno parigino/1: perché Parigi

21/11/2011

Quaderno parigino/1: Perché Parigi.

(Articolo pubblicato su Manifesto Europa)

 

– En el fondo – dijo Gregorovius -, París es una enorme metáfora.

(J. Cortázar, Rayuela)

 

 Le biblioteche sono uno dei luoghi ideali dove mettere in pratica una deriva psicogeografica. Dunque, avendo bene in mente la lezione di Guy Debord, percorrevo i corridoi della biblioteca universitaria della Sorbonne Nouvelle senza una meta precisa, scegliendo man mano il percorso in base a ciò che vedevo intorno, lasciando il piano solcato dai miei passi al margine inferiore della vista e lasciandomi attrarre soltanto dai particolari architettonici dello spazio intorno: tipo di scaffalatura (in ferro), tipologia di illuminazione (neon / bianco), composizione materiale della soffittatura (pannelli di compensato / grigio), composizione materiale dei tavoli di studio (materiale plastico / bianco) ecc. In un punto imprecisato della deriva, quando la decostruzione dello spazio stava sortendo i primi benefici (non sfogliavo un libro; incominciavo a sfogliare una biblioteca, passando da una disciplina all’altra con pura soluzione di continuità), uno dei particolari – il dorso dorato di un libro in cui i caratteri tipografici in nero formavano la parola DANTE – mi collocò nuovamente nello spazio intorno con tutta la mia individualità: Giovanni di Benedetto, 24 anni, studente di lettere e filosofia, a Parigi per compiere ricerche bibliografiche per la tesi di laurea (argomento: Parigi come espace littéraire in quattro romanzi surrealisti). Di colpo lo scaffale della biblioteca perse il suo carattere generico e mi restituì ad una geografia ben precisa: LITTÉRATURE ITALIENNE.

Lasciai dunque i miei boriosi miraggi di astoricità a data da definirsi e iniziai a percorrere con la mano e con lo sguardo lo scaffale, a ritroso dalla Z alla A: (more…)

Sibilla parisienne

23/07/2011

Avremmo abitato

al numero quattro di

Rue du Paradis.

 

(La toponomastica

è un oracolare intermittente

di auspici o coincidenze).

Videoteque: I am a Fool to Want You (from “Chet’s Romance by Bertrand Fèvre) – Chet Baker

19/03/2011

[I’m a Fool to Want You,
(Wolff, Herron, Sinatra)
Paris, November, 1987.

Chet Baker, trumpet & voice,
Alain Jean-Marie,piano,
Ricardo Del Fra, bass,
George Brown, drums.
Film:”Chet’s Romance” by Bertrand Fèvre.]


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