Posts Tagged ‘the mantra atsmm’

Report #3: 27.03.10 – The Mantra ATSMM live at PompeiLab (Pompei, NA)

02/04/2010

[Scena 1]

Interno. Backstage.

Un chitarrista. Un batterista. Un altro chitarrista. Anzi, diciamo meglio: una chitarrista che è pure la cantante. E un bassista. Poi, ancora: due donne e due uomini. Le due donne sono le fidanzate di due degli uomini protagonisti della scena, ma non dei due presentati qualche parola fa. Ora, poiché la didascalia recita “Interno. Backstage”, il tutto, sembra essere il preludio a un racconto di una di quelle situazioni sesso-droga-rock-n-roll di cui le biografie delle band sono piene e le riviste del tipo questa-è-cultura-pop-ergo-la-leggo-sulla-tazza-del-cesso-poiché-anche-la-tazza-del-cesso-è-arte-lo-dice-anche-Duchamp (Rolling Stone) vi hanno costruito l’intera propria esistenza. Ma, questo non è Rolling Stone, io non sono Lester Bangs e i Mantra non sono i Led Zeppelin. Dunque, fanculo al R’n’R, fanculo a Rolling Stone, e torniamo alla scena: il backstage del PompeiLab è una stanza dalle dimensioni piuttosto grandi, arredata con alcuni quadri e fotografie di artisti locali. Al centro della stanza: un tavolo. Sopra al tavolo: cibo. Molto cibo. E vino. Due bottiglie di vino. Rosso. La tovaglia a quadri rossi e bianchi per qualche istante mi riporta con la mente alle sagre di paese, quelle con le lunghe tavolate in comune e su cui ci si siede sulle panche di legno. E mentre sorseggio un bicchiere di vino assaporando la mia rêverie proustiana, vengo riportato alla realtà da un improvviso schiamazzo sorto quasi in contemporanea con il mio momentaneo assentarmi dovuto dalla rêverie, dalla tovaglia a quadri rossi e bianchi ecc. ecc. Lo sguardo cerca dunque di capire il motivo dell’improvviso panico, e nel suo incerto scrutare incontra una delle bottiglie di vino. Ne delineo il profilo, e risalendo fino al manico, incontro con lo sguardo delle mani. Mani che non sono nella posizione di coglierla per poi versarne il contenuto a qualcuno, piuttosto, mani aggrovigliate che cercano di tamponare la nervosa fuoriuscita del vino. Vino che si riversa tutto attorno. E per  tutto attorno, intendo lo spazio fisico occupato da uno dei protagonisti della scena. In particolare sulla camicia di uno dei protagonisti, che, in virtù di quest’ultimo episodio, sarebbe ora più opportuno indicare come “Il Protagonista”. Ed è a questo punto che l’articolo di Rolling Stone avrebbe inizio. Dunque: fine.

[Scena 2] (more…)

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Report #2: 28.02.10 – The Mantra ATSMM live at Doria 83 (Na)

02/03/2010

Da sinistra: Adriana Salomone, Maurizio Oliviero, Salvio Sibillo, Davide "Hope" Famularo. Anteprima del video Septembers, diretto da Anton Octavian. (Per gentile concessione di RareNoiseRecords).

Vomero. Verrebbe da dire provincia di Napoli, invece di Napoli si tratta. Una serie di strade una uguale all’altra, senza alcuna possibilità di distinzione. Il ritratto dell’impersonalità urbana. Viene spontaneo tracciare un parallelismo con lo stile di un impiegato della Tecnocasa. Certo, c’è la Fnac, c’è Zara e qualche altro tempio dello shopping dal nome improbabile. Poca roba insomma. Una riproduzione kitsch in scala 1:100 dei boulevard parigini. Per fortuna i ragazzi del Doria 83 sanno distinguersi. Un po’ come il Castel Sant’Elmo, il locale di Via Doria rappresenta insieme agli storici locali del centro storico, uno dei fortini della scena musicale napoletana.

Dopo la serata in acustico al Mamamu, per i Mantra è nuovamente tempo di lucidare le chitarre elettriche e alzare il volume degli amplificatori. Ed è Davide quello che prende più alla lettera la questione. I primi tre-quattro pezzi della serata, infatti, nonostante gli accorgimenti in corso d’opera al banco mixer di Michele De Finis (mente de Il Vortice), soffrono di un cattivo setting dei vari strumenti, ed in particolare del basso, più volte in distorsione. Nonostante i problemi tecnici, il pubblico presente non manca comunque di manifestare il proprio apprezzamento. La leggera tensione che circola tra i ragazzi sul palco, riesce a trasformarsi in intensità, con un live più violento del solito e che non a caso raggiunge il suo meglio durante The Fog, le cui dilatazioni e distorsioni rimbalzano sui muri e sui volti intorno. E non è un caso neanche il fatto che i maggiori applausi della serata sono riservati ad una delle canzoni del set acustico, Clouds, la cui atmosfera intima e rarefatta colma i vuoti che separano le persone della platea.

Giovanni di Benedetto.

Report #1: 19.02.10 – The Mantra ATSMM live at Mamamu (Na)

27/02/2010



Pioggia. Pioggia continua e senza intermittenze. Strade bagnate e odore di strade bagnate. Potrebbe essere l’incipit di una descrizione alquanto scadente e approssimativa di uno sguardo rapito su di uno scorcio di inverno londinese. Invece è la semplice situazione atmosferica di una serata in una Napoli abbandonata dal sole. Ma poiché siamo dei sentimentali individui metropolitani, la cosa non dispiace più di tanto. Il tutto sembra accordarsi meglio alla disposizione d’animo che ci attende di lì a qualche ora.

Dopo alcune date di rodaggio, questa sera al Mamamu la band presenta per la prima volta le canzoni dell’album di imminente uscita, Defeated Songs, nella loro veste acustica. Ed il locale di Via Sedile di Porto sembra essere il luogo migliore per questo esordio vista l’intimità che il suo spazio riesce ad offrire.

Il soundcheck non presenta particolari problemi ed è anzi l’occasione per abbozzare nuove idee. Una versione inedita e completamente riarrangiata di uno dei brani di punta di Defeated Songs, Blanca, prende forma e con molta probabilità sarà presentata in uno dei prossimi live.

Per le 23, orario in cui è previsto l’inizio del concerto, la sala è ormai piena. Tuttavia raggiungerà la massima capienza soltanto dopo il primo pezzo. L’inizio del live è affidato ad Inner Season che spogliata di tutto il suo impeto elettrico, acquista degli inediti tratti di psichedelica ipnosi, riuscendo a catturare velocemente l’attenzione di tutto il pubblico presente. La voce di Adriana è particolarmente in forma, è la veste acustica della serata riesce a restituire alla sua voce le sfumature più calde del suo timbro, sempre in sospeso tra intensità e fragili vocalizzi. Uno dei brani che riscuote maggior apprezzamento è Helder Pedro Moreira, canzone di apertura dell’ep uscito lo scorso dicembre, Rooms. Smorzata del tutto del suo crescendo post-rock, la canzone prende una forma del tutto nuova, nella quale l’intreccio delle chitarre di Maurizio e Adriana costruiscono una trama dalle tinte chiaroscurali che riesce a mantenere intatta tutta l’intensità della versione originale.

Giovanni di Benedetto.

Recensioni: Rooms Ep – The Mantra atsmm

31/10/2009

Pubblicato su Lankelot, ottobre 2009.

 

the mantra atsmm rooms epQuest’anno non dovremo guardare verso ovest o alla terra di Albione  per andare incontro alla next big thing. Segnatevi questo nome: The Mantra Above The Spotless Melt Moon. Non tragga in inganno il nome: i Mantra sono una giovane band napoletana con una visione musicale, però, decisamente internazionale. Non a caso i talent scout dell’etichetta inglese Rare Noise Records, li hanno messi sotto contratto assicurandosi l’uscita di questo ep, Rooms, in attesa della pubblicazione del primo full-length nel corso dell’inverno. Dopo un promettente split in compagnia dei già rodati God is An Astronaut, questo nuovo ep non fa che confermare le capacità sinora espresse. Dallo split vengono recuperate due tracce, Helder Pedro Moreira e The Fog, qui presentate con un missaggio differente che ne accentua il valore, mettendo in mostra la cura che la band riserva per ogni piccola sfumatura sonora. Si prenda ad esempio proprio la traccia d’apertura, “Helder Pedro Moreira”, nel quale sono presenti delle riuscite armonizzazioni tra la linea melodica e i vocalismi della cantante Adriana Salomone. L’eterea melodia è squarciata dalle aperture di una chitarra sempre emotiva, memore della lezione di un gruppo troppo spesso dimenticato quale gli Slowdive, ed è interamente sorretta da un’eccellente sezione ritmica che dona al pezzo un groove non indifferente. La seconda traccia è quella che dona il titolo all’ep, “Rooms”, e nei sui due minuti di durata rappresenta una vera e propria perla sulla quale nel prossimo inverno ritorneremo molto spesso, per stemperare gli umori malinconici che sempre accompagnano la caduta della pioggia. Il pezzo è un incantevole bozzetto impressionista che intreccia elementi ambient e il folk minimalista della Cat Power degli esordi, la cui straziante intensità è ripresa dall’interpretazione di Adriana Salomone. “The Fog” è invece un pezzo dalla complessa struttura armonica e dai frequenti cambi di ritmo, che meglio evidenzia la matrice progressive della band, ben dissimulata però sotto una coltre di chitarre più vicine all’emotività degli shoegazer che a quella più celebrale di tanto post-rock sempre uguale a sé stesso. La traccia finale, A Friend With a Knife presenta una collaborazione con uno dei protagonisti della scena underground americana, Eugene Robinson degli Oxbow, la cui interpretazione, ai limiti della nevrastenia, ben si intreccia con le trame chitarristiche di Maurizio Oliviero e Adriana Salomone e con una linea di basso pulsante e ossessiva che sembra tradurre in musica le immagini di un noir ambientato in una casa alla fine del mondo. Anche in questo pezzo è da ammirare la capacità di questa giovane band di rielaborare con autorevolezza le logore forme dello schema post-rock, in un modo non troppo lontano da quello intrapreso da Glen Johnson con i suoi Piano Magic.

La capacità di assorbire le più disparate influenze musicali (i già citati Slowdive, Piano Magic e Cat Power, ma anche Tool, Radiohead, Devics e Beth Gibbons) trasformandole a proprio piacimento in qualcosa da rimodellare secondo la propria immagine, dimostra un’intelligenza e un’abilità tecnica che ci sembra possa sorreggere il salto che porterà il passaggio dalla breve durata a quella più impegnativa dell’Lp. Un Lp che, se le premesse sono queste, farà molto parlare di sé, nei mesi che verranno.

Video:

The Fog

The Next big thing: The Mantra Above The Spotless Melt Moon.

06/09/2009

Quest’anno non dovremo guardare verso ovest o alla terra di Albione  per andare incontro alla next big thing. Segnatevi questo nome: The Mantra Above The Spotless Melt Moon. Non tragga in inganno il nome della band: i Mantra sono una giovane band napoletana con un’attitudine, però, decisamente internazionale. Non a caso i talent scout dell’etichetta inglese Rare Noise Records, li hanno messi sotto contratto assicurandosi l’uscita di un ep nelle prossime settimane, prima della pubblicazione del primo full-lenght nel corso dell’inverno. Dopo un promettente split in compagnia dei già rodati God is An Astronaut, il 15 settembre è in uscita Rooms Ep, quattro tracce che anticipano il loro album di debutto e che includono una collaborazione con Eugene Robinson degli Oxbow, che partecipa nella splendida A Friend With a Knife. La formazione, composta da Adriana Salomone alla voce e alla chitarra, Davide “Hope” Famularo al basso e ai synth, Maurizio Oliviero alla chitarra e Salvo Sibillo alla batteria, è attualmente impegnata nelle registrazioni finali dell’album presso il Monochrome Studio di Luigi Nobile nelle vesti anche di produttore del disco. Da segnalare anche la realizzazione dell’artwork da parte dell’artista spagnolo Helder Pedro Moreira cui è stata anche dedicata la prima traccia dell’Ep in uscita e il bel video di Anton Octavian che accompagna The Fog:

Contatti: Myspace, RareNoiseRecords.


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